GIURISPRUDENZA

LAVORO (RAPPORTO) – LICENZIAMENTI COLLETTIVI – LICENZIAMENTO RITORSIVO – ONERE DELLA PROVA.

Tribunale di Latina 18.10.2018 n. 963, Giud. Avarello, Tizio (Avv.  Panici) c. Caio (Avv. Leggiero).

In tema di licenziamento ritorsivo, il lavoratore deve indicare e provare ex art.2697 cod.civ. i profili specifici da cui desumere l’intento ritorsivo quale motivo unico e determinante del recesso, atteso che in tal caso la doglianza a per oggetto il fatto impeditivo del diritto del datore di lavoro di avvalersi di una giusta causa o di un giustificato motivo, pur formalmente apparenti.

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PREVIDENZA SOCIALE – INFORTUNI SUL LAVORO – MALATTIA PROFESSIONALE – PROVE – DOCUMENTO VALUTAZIONE RISCHI – DVR – VALENZA PROBATORIA – LIMITI.

Corte Appello Ancona 8.11.2018 n. 327, Pres. Cetro, Est. Baldi, Neroni (Avv. Rutili, Bartolini) c. Inail (Avv.Bonadies, D’Ilio).

Il contenuto del Documento di Valutazione rischio (DVR), pur non avendo valenza probatoria decisiva, costituisce un elemento di prova accessoria che, in presenza di dichiarazioni testimoniale in parte contraddittorie, permette, nel caso concreto di attribuire maggior rilievo a quanto riferito dai testi.

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PREVIDENZA SOCIALE – INFORTUNI SUL LAVORO - MALATTIA PROFESSIONALE – ESPOSIZIONE AL RISCHIO E COLLEGAMENTO CON MANSIONI SVOLTE – NECESSITÀ – ONERE DELLA PROVA

Corte Appello Ancona 30.10.2018 n. 331, Pres. Est. Cetro, Salvatori (Avv. Tosi) c. Inail (Avv. Corsalini).

Per il riconoscimento di una malattia professionale  il lavoratore deve fornire la prova dell’esposizione al rischio  ed il collegamento tra le mansioni svolte e le patologie denunciate,non essendo sufficiente enunciare allegazioni generiche  non supportate  da fonti di prova.

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Sentenze, Lavoro (Rapporto)

LAVORO SUBORDINATO – LICENZIAMENTO INDIVIDUALE – LICENZIAMENTO DISCRIMINATORIO – LICENZIAMENTO PER RITORSIONE – DIFFERENZA.

Tribunale di Taranto, decreto 23.9.2017, Giud. Magazzino, Fiom-CGIL (Avv. Del Vecchio) c. Giove srl (Avv. Garofalo).

Nel caso di licenziamento discriminatorio la violazione opera obiettivamente, ovvero in ragione del mero rilievo del trattamento deteriore riservato al lavoratore quale effetto della sua appartenenza ad una specifica categoria protetta, anche a prescindere dalla volontà illecita del datore di lavoro. Nel caso, invece, di licenziamento per ritorsione (o rappresaglia) è necessario che il lavoratore (o la organizzazione sindacale) fornisca idonea prova della sussistenza di un motivo illecito determinante, anche nell’ipotesi in cui risulti la  palese illegittimità del recesso datoriale. 

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Sentenze

DIRITTO SINDACALE – CONDOTTA ANTISINDACALE – ACCORDO INTERCONFEDERALE – LICENZIAMENTO COLLETTIVO - RAPPRESENTANTE SINDACALE – LICENZIAMENTO – NULLA OSTA DEL SINDACATO - NECESSITÀ - LIMITI TEMPORALI.

Tribunale di Taranto, decreto 23.9.2017, Giud. Magazzino, Fiom-CGIL (Avv. Del Vecchio) c. Giove srl (Avv. Garofalo).

In caso di licenziamento di lavoratori che appartengono ad una rappresentanza sindacale aziendale, attuato nell’ambito di un licenziamento collettivo per riduzione di personale, necessita l’apposito nulla osta  del sindacato. Le condotte aziendali consistite nell’aver disposto la immediata efficacia dei licenziamenti, in violazione delle previsioni di cui all’art. 14 dell’accordo interconfederale 18.4.1966, si configurano ex se come antisindacali poiché hanno escluso che il controllo delle organizzazioni sindacali si svolgesse preventivamente rispetto non all’adozione dei provvedimenti bensì alla concreta operatività degli intimati recessi.

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DIRITTO SINDACALE – CONDOTTA ANTISINDACALE – ESTREMI DELLA CONDOTTA ANTISINDACALE.

Tribunale di Taranto, decreto 23.9.2017, Giud. Magazzino, Fiom-CGIL (Avv. Del Vecchio) c. Giove srl (Avv. Garofalo).

Per integrare gli estremi della condotta antisindacale di cui all’art.28 dello statuto dei lavoratori è sufficiente che  il comportamento controverso leda oggettivamente gli interessi collettivi di cui sono portatrici le organizzazioni sindacali, non essendo necessario uno specifico intento lesivo da parte del datore di lavoro.

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PREVIDENZA E ASSISTENZA SOCIALE – CONTRIBUTI E PREMI – AVVISO DI ADDEBITO – OPPOSIZIONE – DICHIARAZIONI DEI LAVORATORI IN SEDE ISPETTIVA – VALENZA PROBATORIA.

Tribunale di Ascoli Piceno 14.9.2018 n. 292, Giud. Pulini,  Fifa Securty srl (Avv. Camaioni) c. Inps (Avv. Trovati).

Non può conferirsi prevalenza alle dichiarazioni rese durante l’accertamento ispettivo  da due lavoratori direttamente interessati alla controversia, allorchè le dichiarazioni  non hanno trovato riscontro in sede istruttoria.

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PROCESSO DEL LAVORO – GIURISDIZIONE – SCORRIMENTO DELLA GRADUATORIA DEI CONCORSI – CONTROVERSIA – GIURISDIZIONE GIUDICE AMMINISTRATIVO – LIMITI.

Tribunale di Taranto 9.7.2018 n. 2760, Giud. Magazzino, Semeraro (Avv.  Natalicchio) c. Comune di Massafra (Avv. De Tommaso).

In tema di pubblico impiego contrattualizzato, è devoluta al giudice amministrativo, ai sensi dell’art. 63, comma 4, del d.lgs. n.165/2001, la controversia relativa al c.d. scorrimento delle graduatorie dei concorsi, quando la pretesa al riconoscimento del diritto all’assunzione sia consequenziale alla negazione degli effetti di un provvedimento amministrativo.

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LAVORO SUBORDINATO – DISCRIMINAZIONE – MOBBING – DEFINIZIONE NORMATIVA: ESCLUSIONE – NOZIONE – ONERE DELLA PROVA

Tribunale di Ascoli Piceno  18.5.2018 n. 117, Giud. Del Curto, Cesarini (AVV. Romani) c. BBA srl (Avv. Lori, Camaioni).

Non esistendo una definizione normative del mobbing, la giurisprudenza ha ritenuto la sussistenza del mobbing in presenza di una condotta del datore di lavoro che ponga una pluralità di comportamenti, tra loro uniti da uno scopo unitario, capaci di produrre un effetto vessatorio nei confronti del dipendente. Occorrono da parte del datore di lavoro più comportamenti finalizzati allo stesso predeterminato scopo, quello di mortificare la persona del dipendente, svilirne le competenze, umiliarlo, portarlo eventualmente alle dimissioni o comunque emarginarlo. Spetta al lavoratore dimostrare tutti gli elementi costitutivi del mobbing, le condotte del datore, il danno psicofisico, ma anche e soprattutto l’intento persecutorio, ossia lo specifico “disegno” del datore mirato alla sua emarginazione.

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PREVIDENZA ED ASSISTENZA – CONTRIBUTI – AVVISO DI ADDEBITO – NOTIFICA AVVISO DI ADDEBITO TRAMITE PEC – ESTENSIONE FILE “PDF” ANZICHÉ “P7M” – VALIDITÀ.

Tribunale di Torino 11.6.2018 n. 862, Giud. Pastore, Italprotex (Avv. Risso) c. Inps (Avv. Borla).

L’art.30, comma 4, del d.l. n.78/2010, conv. in l. n.122/2010, non prevede alcuna estensione particolare  del “file” con cui notificare l’avviso di addebito tramite PEC, per cui anche l’uso del formato “PDF” anziché “p7m”, se raggiunge lo scopo della notifica, ossia la conoscenza o conoscibilità del contenuto dell’atto da parte del destinatario, è valido.

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LAVORO (RAPPORTO) – LICENZIAMENTI COLLETTIVI – AVVIO PROCEDURA DI MOBILITÀ – LETTERA DI AVVIO DELLA PROCEDURA - ASSENZA DELLA POSIZIONE DEL LAVORATOR TRA QUELLE INDICATI NELLA LETTERA DI AVVIA DELLA PROCEDURA – ILLEGITTIMITÀ DEL LICENZIAMENTO.

Tribunale di Latina 18.10.2018 n. 963, Giud. Avarello, Tizio (Avv.  Panici) c. Caio (Avv. Leggiero).

In tema di licenziamento collettivo, il contenuto della lettera di avviso della procedura di mobilità determina e delimita il perimetro entro il quale i lavoratori in esubero devono essere selezionati per la successiva collocazione in mobilità. L’assenza della posizione del lavoratore tra quelle indicate nella lettera di avvio della procedura di mobilità, ai sensi dell’art.4, comma 3, l.n.223/91, rende illegittimo il licenziamento del dipendente, licenziamento da ritenersi ritorsivo in considerazione della palese estraneità del lavoratore alle ragioni addotte per la riduzione del personale.

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Previdenza Sociale

PREVIDENZA SOCIALE – INFORTUNI SUL LAVORO – POSTUMI INVALIDANTI – CRITERI DI CALCOLO.

Corte Appello Ancona 26.10.2018 n. 294, Pres. Cetro, Est. Baldi, Cardinali (Avv. Bamonti) c. Inail (Avv., Bonadies, Ciccola).

In materia di postumi invalidanti da infortunio sul lavoro, nel caso di danni composti, ossia comprensivi di più menomazioni, ai fini della costituzione della rendita l'incidenza della menomazione deve essere valutata complessivamente, in riferimento all'entità del pregiudizio effettivo dell'apparato e della funzione interessata, senza operare la somma delle percentuali relative alle singole menomazioni, in conformità ai criteri applicativi di cui al d.m. 12 luglio 2000.

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Sentenze

PREVIDENZA SOCIALE – CONTRIBUTI – SUBFORNITORE – RESPONSABILITÀ SOLIDALE CON IL COMMITTENTE – SUSSISTENZA.

Tribunale Ascoli Piceno 19.11.2018 n. 304, Giud. Del Curto, Work Service (Avv. D. e L.Carbone) c. Inps (Avv. Trovati).

Nel caso di contratto di subfornitura, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore, al pagamento dei contributi previdenziali e premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto.

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Sentenze, Lavoro (Rapporto)

DIRITTO SINDACALE – CONDOTTA ANTISINDACALE – ESTREMI DELLA CONDOTTA ANTISINDACALE.

Tribunale di Taranto, decreto 23.9.2017, Giud. Magazzino, Fiom-CGIL (Avv. Del Vecchio) c. Giove srl (Avv. Garofalo).

Per integrare gli estremi della condotta antisindacale di cui all’art. 28 dello statuto dei lavoratori è sufficiente che  il comportamento controverso leda oggettivamente gli interessi collettivi di cui sono portatrici le organizzazioni sindacali, non essendo necessario uno specifico intento lesivo da parte del datore di lavoro.

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LAVORO SUBORDINATO – LICENZIAMENTO INDIVIDUALE – LICENZIAMENTO DISCRIMINATORIO – LICENZIAMENTO PER RITORSIONE – DIFFERENZA.

Tribunale di Taranto, decreto 23.9.2017, Giud. Magazzino, Fiom-CGIL (Avv. Del Vecchio) c. Giove srl (Avv. Garofalo).

Nel caso di licenziamento discriminatorio la violazione opera obiettivamente, ovvero in ragione del mero rilievo del trattamento deteriore riservato al lavoratore quale effetto della sua appartenenza ad una specifica categoria protetta, anche a prescindere dalla volontà illecita del datore di lavoro. Nel caso, invece, di licenziamento per ritorsione (o rappresaglia) è necessario che il lavoratore (o la organizzazione sindacale) fornisca idonea prova della sussistenza di un motivo illecito determinante, anche nell’ipotesi in cui risulti la palese illegittimità del recesso datoriale.

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DIRITTO SINDACALE – CONDOTTA ANTISINDACALE – ACCORDO INTERCONFEDERALE – LICENZIAMENTO COLLETTIVO - RAPPRESENTANTE SINDACALE – LICENZIAMENTO – NULLA OSTA DEL SINDACATO - NECESSITÀ - LIMITI TEMPORALI.

Tribunale di Taranto, decreto 23.9.2017, Giud. Magazzino, Fiom-CGIL (Avv. Del Vecchio) c. Giove srl (Avv. Garofalo).

In caso di licenziamento di lavoratori che appartengono ad una rappresentanza sindacale aziendale, attuato nell’ambito di un licenziamento collettivo per riduzione di personale, necessita l’apposito nulla osta  del sindacato. Le condotte aziendali consistite nell’aver disposto la immediata efficacia dei licenziamenti, in violazione delle previsioni di cui all’art.14 dell’accordo interconfederale 18.4.1966, si configurano ex se come antisindacali poiché hanno escluso che  il controllo delle organizzazioni sindacali si svolgesse preventivamente rispetto non all’adozione dei provvedimenti bensì alla concreta operatività degli intimati recessi.

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PREVIDENZA E ASSISTENZA SOCIALE – CONTRIBUTI E PREMI – AVVISO DI ADDEBITO – OPPOSIZIONE – ONERE DELLA PROVA.

Tribunale di Ascoli Piceno 14.9.2018 n. 292, Giud.Pulini,  Fifa Securty srl (Avv. Camaioni) c. Inps (Avv. Trovati).

In tema di riscossione di contributi previdenziali, l'opposizione avverso la cartella esattoriale di pagamento dà luogo ad un giudizio ordinario di cognizione su diritti ed obblighi inerenti al rapporto previdenziale, sicché grava sull'ente previdenziale l'onere di provare i fatti costitutivi della propria pretesa e, nella specie, la natura subordinata del rapporto di lavoro

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LAVORO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI – RECLUTAMENTO – IDONEO COLLOCATO IN GRADUATORIA – GRADUATORIA RIMASTA INEFFICACE – DIRITTO ALLA ASSUNZIONE – ESCLUSIONE – LIMITI.

Tribunale di Taranto 9.7.2018 n. 2760, Giud. Magazzino, Semeraro (Avv. Natalicchio) c. Comune di Massafra (Avv. De Tommaso).

Il diritto all’assunzione del candidato utilmente collocato nella graduatoria finale, è subordinato alla permanenza al momento dell’assunzione del provvedimento di nomina, dell’assetto organizzativo degli uffici in forza del quale la delibera di scorrimento era stata emessa. La determinazione di assumere gli idonei nelle graduatorie deriva da scelte di macro-organizzazione dell’ente pubblico.

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PREVIDENZA ED ASSISTENZA – CONTRIBUTI – AVVISO DI ADDEBITO – NOTIFICA AVVISO DI ADDEBITO TRAMITE PEC – MANCATA OPPOSIZIONE NEI TERMINE E NELLE FORME DI CUI ALL’ART. 25 D.LGS. N.46/199 – INAMMISSIBILITÀ.

Tribunale di Torino 11.6.2018 n. 862, Giud. Pastore, Italprotex (Avv. Risso) c. Inps (Avv. Borla).

La notifica da parte dell’Inps di un avviso di addebito tramite PEC corrisponde al modello legale previsto dall’art.30, comma 4, del d.l. n.78/2010 conv. in l. n. 122/2010, e pertanto la mancata impugnazione dell’avviso  entro il termine di legge rende inammissibile ulteriori doglianze sull’irregolarità della notifica stessa.

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LAVORO AUTONOMO – COLLABORAZIONI COORDINATE E CONTINUATIVE – QUALIFICAZIONE DEL RAPPORTO – FATTORINO IN BICICLETTA (“RIDER”) – NATURA SUBORDINATA DEL RAPPORTO - ESCLUSIONE

Tribunale Torino 7.5.2018 n. 778, Giud.  Buzano, XXXXX (Avv. Bonetto, Druetta) c. Digital Services XXXVI Italy srl (Foodora) (Avv.ti Tosi, Lunardon, Realmonte).

L’attività lavorativa prestata con mansioni di fattorino in bicicletta (c.d. riders) in forza di contratti di collaborazione coordinata e continuativa a tempo determinato, costituisce lavoro autonomo e non lavoro subordinato in quanto  il rapporto di lavoro intercorso tra Foodora ed  i suoi riders consentiva di scegliere se, quando e quanto lavorare, senza garantire un’attività minima né un obbligo di eseguire la prestazione, con assenza degli elementi caratterizzanti la fattispecie  del rapporto di subordinazione (assoggettamento al potere direttivo, continuità del rapporto di lavoro, assenza di sottoposizione al potere disciplinare).

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CSDN Centro Studi Diritto del Lavoro Domenico Napoletano

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