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LAVORO SUBORDINATO – SUBORDINAZIONE - ASSOCIATO IN PARTECIPAZIONE - QUALIFICAZIONE COME SUBORDINATO – ELEMENTI DISTINTIVI - PARTECIPAZIONE RISCHIO IMPRESA E CONTROLLO GESTIONE - IRRILEVANZA LIBERTÀ ORARIO E MANCANZA DIRETTIVE SPECIFICHE

Corte di Appello di Torino– 1.4.2019 n. 149, (Pres. Mariani  Rel. Grillo Pasquarelli – I.G.F. (Avv. Curallo, Bonanno ) INPS (Avv. Cataldi, Parisi)

Ai fini della qualificazione di un rapporto di lavoro come subordinato anziché come contratto di associazione in partecipazione sono sufficienti la mancata prova di ogni partecipazione alla gestione dell’impresa ed al controllo della stessa, essendo irrilevanti la libertà d’orario e la mancanza di direttive specifiche derivanti dalla natura meramente esecutiva delle mansioni da svolgere.

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LAVORO SUBORDINATO – CONTRATTI COLLETTIVI - CONTRASTO TRA CONTRATTI COLLETTIVI DI AMBITO TERRITORIALE DIVERSO – PRINCIPIO DI AUTONOMIA – PREVALENZA EFFETTIVA VOLONTÀ DELLE PARTI

Tribunale di Fermo – Sezione Lavoro, 22.10.2019, n. 185, Giud. E. Saviano, Del Dotto (Avv. Bargoni) c. Fifa Security s.r.l. (Avv. Camaioni).

Il contrasto fra contratti collettivi di diverso ambito territoriale (nazionale, regionale, provinciale, aziendale) deve essere risolto non già in base al criterio della gerarchia né in base al criterio temporale, ma secondo il principio di autonomia (e, reciprocamente, di competenza) alla stregua dell'effettiva volontà delle parti operanti in area più vicina agli interessi disciplinati.

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LAVORO SUBORDINATO – CONTRATTO COLLETTIVO - CONTRATTO INTEGRATIVO PROVINCIALE – MANCATA SOTTOSCRIZIONE AZIENDALE – SCADENZA PER DECORSO TERMINI DI RINNOVO – FORMALE DISDETTA DI UNA DELLE FIRMATARIE – APPLICABILITÀ AL RAPPORTO DI LAVORO INDIVIDUALE – ESCLU

Tribunale di Fermo – Sezione Lavoro, 22.10.2019, n. 185, Giud. E. Saviano, Del Dotto (Avv. Bargoni) c. Fifa Security s.r.l. (Avv. Camaioni).

I contratti collettivi di diritto comune, costituendo manifestazione dell'autonomia negoziale degli stipulanti, operano esclusivamente entro l'ambito temporale concordato dalle parti, atteso che l'opposto principio di ultrattività sino ad un nuovo regolamento collettivo - secondo la disposizione dell'art. 2074 cod. civ. - ponendosi come limite alla libera volontà delle organizzazioni sindacali, sarebbe in contrasto con la garanzia prevista dall'art. 39 Cost.

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LAVORO (RAPPORTO) – LAVORO SUBORDINATO IN GENERE - INTERMEDIARIO - RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO – ESCLUSIONE.

Tribunale di Ascoli Piceno 6.12.2018 n. 287, Giud. D’Ecclesia, Ippoliti  (Avv.Falco) c. Gruppo Mangano srl (Avv. D. e L. Carbone).

E’ esclusa la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato nel caso di soggetto che si propone come intermediario e senza alcuna prova sugli elementi tipici del lavoro subordinato (orario di lavoro svolto; mansioni svolte; sottoposizione al potere direttivo e disciplinare, luogo di lavoro, durata del rapporto di lavoro).

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Lavoro (rapporto) – Gruppo di imprese – Distacco dei dipendenti – Condizioni

Tribunale di Taranto 15.9.2022 n. 1775, Giud. Leone, Tizio (Avv. Cogliandro) c. Caio (Avv. Schiavone)

Ogni Società appartenente ad un gruppo di imprese è titolare dell’interesse a concorrere, anche mediante il distacco di propri dipendenti, alla realizzazione di comuni strutture produttive e organizzative, che si pongono in un rapporto di coerenza con gli obiettivi di efficienza e funzionalità del gruppo stesso e con il dato unificante di una convergenza di interessi economici, anche intesa come progetto di riduzione attuale o potenziale dei costi di gestione 

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LAVORO SUBORDINATO – DISCRIMINAZIONE – MOBBING – DEFINIZIONE NORMATIVA: ESCLUSIONE – NOZIONE – ONERE DELLA PROVA

Tribunale di Ascoli Piceno  18.5.2018 n. 117, Giud. Del Curto, Cesarini (AVV. Romani) c. BBA srl (Avv. Lori, Camaioni).

Non esistendo una definizione normative del mobbing, la giurisprudenza ha ritenuto la sussistenza del mobbing in presenza di una condotta del datore di lavoro che ponga una pluralità di comportamenti, tra loro uniti da uno scopo unitario, capaci di produrre un effetto vessatorio nei confronti del dipendente. Occorrono da parte del datore di lavoro più comportamenti finalizzati allo stesso predeterminato scopo, quello di mortificare la persona del dipendente, svilirne le competenze, umiliarlo, portarlo eventualmente alle dimissioni o comunque emarginarlo. Spetta al lavoratore dimostrare tutti gli elementi costitutivi del mobbing, le condotte del datore, il danno psicofisico, ma anche e soprattutto l’intento persecutorio, ossia lo specifico “disegno” del datore mirato alla sua emarginazione.

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Previdenza ed assistenza – Inail – Infortunio in itinere – Prestazione indennitaria Inail – Risarcimento del danno a carico del terzo – Cumulo – Esclusione - Detrazione dell’importo della prestazione indennitaria dall’importo del risarcimento dovuto dal t

Corte Appello Ancona  6.10.022, Pres. Rel. Santini, Curzi (Avv. Strappelli) c. Inail

La rendita per inabilità permanente corrisposta dall’Inail per l’infortunio “in itinere” occorso al lavoratore, deve essere detratta dall’ammontare del risarcimento dovuto all’infortunio, per il medesimo evento, da parte del terzo responsabile del fatto illecito, per evitare che il danneggiato possa conseguire due volte la riparazione per lo stesso pregiudizio. Il limite del danno civilistico vale nei confronti del responsabile del fatto illecito mentre nei confronti dell’Inail, vale sempre e comunque la liquidazione dell’indennizzo.

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PREVIDENZA E ASSISTENZA SOCIALE – INFORTUNI SUL LAVORO E MALATTIE PROFESSIONALI – RISARCIMENTO DEL DANNO - DANNO PATRIMONIALE – PERIODO SUCCESSIVO ALL’INIZIO DELL’ETÀ PENSIONABILE – ESCLUSIONE.

Tribunale di Lamezia Terme 17.5.2018 n. 202, Giud. Salatino, Partenope (Avv. Graziadio) c. Trenitalia (Avv. D’Ippolito).

In caso di infortunio sul lavoro il risarcimento del danno patrimoniale non può essere riconosciuto per il periodo successivo all’inizio dell’età pensionabile, atteso che il maggiore importo sul trattamento pensionistico al quale il ricorrente avrebbe avuto diritto in base ad una retribuzione superiore non può essere del tutto equiparato alle differenze retributive non percepite.

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Lavoro subordinato – Mansioni e qualifica - CCNL telecomunicazioni – Mansioni superiori – Spettanza – Condizioni

Corte Appello Lecce 22.10.2019 n.370, Pres. Rel. Maisano, Maisano (Avv. Caracuta) c. Telecom (Avv. Maresca, Morrico, Pessi).

La produzione in giudizio del CCNL, completo delle declaratorie di cui ai livelli C e D del CCNL telecomunicazioni e la narrativa del ricorso introduttivo contenente la descrizione dei profili professionali, ben consente di procedere al raffronto dei contenuti professionali propri del livello di formale inquadramento e di quello superiore.

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LAVORO SUBORDINATO – INQUADRAMENTO, MANSIONI E QUALIFICA – CATEGORIA DIRIGENZIALE – CONDIZIONI - FATTISPECIE

Corte appello Bologna 15.3.2018 n. 60, Pres. Est. Brusati, Ragni (Avv. De Masi, Stricker) c. Matthews International spa (Avv. Giuliani, Bonante, Panattoni, Diciolla, Armaroli).

Quando viene rivendicata la posizione di dirigente e non sussiste alcuna formalizzazione di un contratto di lavoro subordinato di dirigente, ai fini dell’accoglimento  della domanda occorre verificare se il lavoro svolto possa, comunque, essere inquadrato all’interno della specifica organizzazione aziendale, individuando la caratterizzazione delle mansioni svolte e se la parte possa ritenersi assoggettata, anche in forma lieve e attenuata, alle direttive, agli ordini ed ai controlli del datore di lavoro nonché al coordinamento dell’attività lavorativa in funzione dell’assetto organizzativo aziendale (nella specie,  il ricorso è stato respinto in quanto  non è stata ravvisata in atti prova appagante della esistenza di elementi essenziali da cui desumere l’elemento essenziale della subordinazione, anche nella forma c.d. attenuata che caratterizza il lavoro dirigenziale).

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